Il settore delle infrastrutture stradali sta attraversando una fase di profonda evoluzione, tra nuove esigenze di sicurezza, sostenibilità, innovazione tecnologica e manutenzione del patrimonio esistente. Con Michele Turrini, consulente di BolognaFiere, facciamo il punto sullo stato di salute della filiera, sulle sfide che attendono le imprese e sull’impatto dell’attuale congiuntura internazionale. Uno sguardo anche ad ASPHALTICA 2026 e al ruolo della manifestazione come occasione di confronto, aggiornamento e sviluppo per l’intero comparto.

1. Partiamo dal quadro generale: qual è oggi lo stato di salute della filiera della strada e delle pavimentazioni in Italia, e quali segnali arrivano dal mercato?

Il mercato nazionale ha registrato un notevole progresso positivo in termini di lavori con un sensibile aumento della produzione di conglomerato bituminoso. I dati degli ultimi cinque anni evidenziano una buona stabilità e continuità rispetto al quinquennio precedente, assestandosi attorno ai 33 milioni circa di tonnellate di asfalto prodotto ogni anno.

2. Quali sono le principali sfide che il settore si trova ad affrontare in questa fase, tra sostenibilità, sicurezza, innovazione, manutenzione delle infrastrutture esistenti e competitività?

Sicuramente il giusto mix di sostenibilità, sicurezza e innovazione caratterizza le nuove tecnologie, i nuovi prodotti e i servizi, chiamati a rispondere a normative sempre più severe e alle richieste degli utenti che vogliono strade più sicure con traffico scorrevole.

3. Quanto è cambiato negli ultimi anni il modo di progettare, costruire e manutenere le strade, anche alla luce delle nuove esigenze ambientali e tecnologiche?

Paradossalmente la strada è ancora quella antica…quella romana! Il concetto di base è sostanzialmente quello, ma, alla luce delle nuove esigenze legate al traffico e della maggiore sensibilità verso sicurezza e comfort, il progresso ha perfezionato le tecnologie, rendendo le strade sempre più sicure e confortevoli.

4. Riciclo dei materiali, riduzione delle emissioni, efficientamento dei processi e digitalizzazione: a che punto è il settore italiano rispetto a questi obiettivi?

L’Italia è stata un pioniere della tecnologia del riciclaggio: i primi esperimenti effettuati in autostrada risalgono a oltre quarant’anni fa. Anche la legislazione ha fatto il suo dovere, integrando il riciclo dell’asfalto in uno dei primi decreti di “end of waste” in Europa (D.M. 28 Marzo 2018 n°69). La digitalizzazione è leggermente indietro rispetto ad altri Paesi europei, ma sta avanzando anche con l’ausilio dei costruttori di attrezzature stradali a livello mondiale.

5. In che modo la congiuntura internazionale — tra instabilità geopolitica, aumento dei costi e difficoltà nelle catene di approvvigionamento — sta influenzando il comparto e le scelte delle imprese?

Le recenti guerre, in particolare quelle in Medio Oriente, hanno un fortissimo impatto sul comparto. L’asfalto è infatti composto, oltre che da graniglia e sabbia, da un legante chiamato bitume che è un derivato petrolifero. Le recenti tensioni internazionali hanno quindi determinato un significativo aumento del suo prezzo, con una conseguente riduzione della marginalità per le imprese e con appalti non più competitivi. Anche l’aumento del costo del gas, già registrato in concomitanza con il conflitto tra Russia e Ucraina, incide in modo negativo sulla competitività del settore.

6. ASPHALTICA torna a Bologna dal 7 al 10 ottobre 2026: che cosa rappresenta oggi questa manifestazione per il settore e quali temi saranno centrali nella prossima edizione?

I temi trattati saranno molteplici, perché ASPHALTICA non è più soltanto la fiera della strada, ma è la manifestazione delle infrastrutture e della mobilità. Lo dimostra il fatto che accanto al partner SITEB, che rappresenta la filiera della strada, ci saranno altre associazioni come Assosegnaletica, Anima, Assodimi – Assonolo, con ulteriori e specifiche competenze nel campo delle infrastrutture.

Le varie associazioni svilupperanno temi dedicati. In particolare, nell’Agorà SITEB si terranno conferenze istituzionali, mentre le singole aziende organizzeranno sessioni di incontri nelle sale conferenze allestite all’interno del padiglione 37, per spiegare e illustrare nuove tecnologie, servizi e strategie commerciali. Inoltre, ci sarà spazio per un “cantiere vivo”, con dimostrazioni che riguardano la fattibilità di opere sostenibili con attrezzature e macchine.

7. Perché è importante che le aziende della filiera siano presenti in fiera proprio in questo momento, e qual è il valore aggiunto di una manifestazione specializzata come ASPHALTICA?

ASPHALTICA è una manifestazione quasi unica a livello mondiale per la sua specificità e ha sempre registrato una grande adesione. Ospita trasversalmente tutti i grandi gruppi mondiali del settore, ma anche le molteplici realtà italiane che hanno contribuito a rendere l’Italia uno dei Paesi più prolifici nel campo dei prodotti, delle attrezzature e dei servizi stradali. È inoltre un appuntamento molto atteso dal mondo universitario, che non manca mai all’evento, organizzando visite e partecipando con propri interventi alle conferenze.

Spesso vengono presentati prodotti in anteprima e si respira una forte aria di “comunità”: le aziende concorrenti si scambiano opinioni sul mercato e il visitatore non si sente soltanto cliente, ma artefice di questo mondo che conosce bene ma che richiede un continuo aggiornamento. In questo senso ASPHALTICA diventa anche una sorta di “piccola scuola”.

8. Guardando al futuro, quali saranno secondo lei le direttrici di sviluppo più importanti per la filiera della strada e quale messaggio vorrebbe lanciare alle imprese che stanno valutando la partecipazione ad ASPHALTICA 2026?

Il futuro è sempre difficile da interpretare, ma è evidente che il patrimonio stradale italiano debba essere salvaguardato. Questo significa mantenere, anzi ampliare, i fondi destinati alla manutenzione. Inoltre, non bisogna dimenticare che sono ancora previste numerose nuove infrastrutture. Il quadro italiano è analogo a quello degli altri Paesi europei, mentre a livello globale i progetti futuri sono molto ambiziosi e puntano a collegare anche aree remote. Parallelamente, l’industria automotive sta perfezionando mezzi a guida autonoma, destinati a rivoluzionare il concetto di strada e, soprattutto, quello di sicurezza. Credo che il settore possa guardare al futuro positivamente e con ragionato ottimismo.

E per approfondire questa visione e condividerla con gli altri, non resta che partecipare da protagonisti alla prossima edizione di ASPHALTICA!